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Taoism and Chinese culture
This is a translation by Anna Del Franco of an extract from the third chapter, first section, of Daojiao yu zhongguo wenhua (Taoism and Chinese culture), by Ge Zhaoguang, researcher in history of Chinese culture and literature, who also published Chanzong yu zhongguo wenhua (Chan Buddhism and Chinese culture).
The extract describes the origin and evolution of taoist enchantments, talismans and registers, and stresses the influence of shamanism on the development of taoist magical techniques.
Introduzione
Si propone qui un estratto dal terzo capitolo della prima sezione de "Il taoismo e la cultura cinese" (Daojiao yu zhongguo wenhua) di Ge Zhaoguang, studioso di storia della cultura e della letteratura cinese, già autore de "Il buddhismo Chan e la cultura cinese" (Chanzong yu zhongguo wenhua). Il testo è diviso in tre sezioni: la prima descrive la formazione dei riti, delle pratiche, del pantheon e della base filosofica del taoismo, e la loro successiva evoluzione e cristallizzazione; la seconda sezione tratta invece dello sviluppo del taoismo, ponendo particolare attenzione alle tre diverse tendenze nella storia della scuola dai Tang ai Song Settentrionali; l'ultima sezione discute infine dell'influenza che il taoismo ha esercitato sulla cultura ufficiale, sulla cultura popolare e sulla letteratura classica. A contrastare la tendenza generale a identificare il taoismo con soltanto una delle sue molteplici forme esteriori (i talismani, le tecniche d'immortalità etc.) o a considerarne solo la componente filosofica, Ge Zhaoguang, pur all'interno di una concezione razionalista che sottolinea i meccanismi puramente psicologici alla base delle credenze religiose, ne vuole proporre una visione completa, illustrando sia gli elementi filosofici del taoismo sia le componenti ritenute più popolari, perché "una religione non ha soltanto una base speculativa, ma deve anche avere riti, pratiche e un pantheon". L'estratto tradotto di seguito riguarda in particolare le formule d'incantesimo, i talismani e i registri; l'autore sottolinea il profondo legame che intercorre fra sciamanesimo e taoismo, elenca i tratti fondamentali dello sciamanesimo (ad esempio lo stretto rapporto fra spiriti e sciamano e l'antropomorfismo di spiriti e demoni) e come molti di questi siano confluiti nel taoismo: vengono infatti forniti esempi di incantesimi e riti sciamanici che hanno portato alle pratiche magiche del taoismo, come tutta una serie di pratiche esorcistiche e metodi di guarigione che comprendono incantesimi, talismani, registri e anche oggetti dai poteri magici (sigilli, spade e specchi). Ognuno di questi elementi è la codificazione orale (formule incantatorie), scritta (talismani e registri) o concreta (oggetti magici) del rapporto che intercorre fra lo sciamano (o il maestro taoista) e gli spiriti; rapporto che, come vedremo, non vede solamente l'uomo in balia di forze a lui superiori, ma lo pone anche in grado di dominarle.
I
(...) I riti e le pratiche religiose derivate dallo sciamanesimo hanno lo scopo di mettere in comunicazione con gli spiriti e proteggere dai demoni; si tratta dunque di una via per mitigare le sofferenze umane. Lo sciamanesimo è uno dei fenomeni più antichi della nostra cultura, il suo contenuto è estremamente eterogeneo e vasto, e nel suo ambito rientrano attività come la divinazione, le preghiere per la pioggia, l'interpretazione dei sogni, l'allontanamento delle epidemie, i sacrifici agli spiriti etc. etc. Esso costituisce una costante della cultura primitiva: in caso di malattia, lo sciamano prega gli spiriti e allontana i demoni, prevede il futuro interpretando le crepe nei gusci di tartaruga, danza per ottenere la pioggia, placa gli spiriti dei morti e fa' sì che tornino a rinascere. Esistono diverse varianti di questi rituali, come i sacrifici a dei e antenati, i canti e le danze, le maledizioni... Lo sciamanesimo abbraccia dunque diverse tradizioni e può apparire privo di un filo conduttore, bizzarro ed eccentrico; tuttavia esiste un fattore centrale che unisce ogni tipo di sciamanesimo in un'unità organica, e cioè "l'unione dell'uomo con le forze degli spiriti". E' infatti appoggiandosi alle forze degli spiriti, di gran lunga superiori a quelle umane, che gli sciamani sconfiggono le malattie, ottengono buoni raccolti, fanno sì che le anime dei morti salgano al cielo e prevedono il futuro. Così l'uomo unito alle forze degli spiriti, o l'uomo per metà divino e per metà umano, è lo "stregone", e in ogni arte sciamanica il requisito fondamentale è "penetrare gli spiriti" (tong shen). Ecco dunque che quando lo "Shuo wen" spiega il carattere "wu" sottolinea che lo sciamano
"ha rapporti con gli spiriti, e li doma attraverso la danza".
(...) Non bisogna esagerare eccessivamente la portata delle forze razionali all'interno dello sciamanesimo (come Cassirer); bisogna invece convenire con Lévi-Strauss che "il pensiero magico non è un principio, uno spunto o un abbozzo, la parte di un tutto ancora in via di realizzazione, ma un sistema ben articolato, indipendente, per questo rispetto, da quell'altro sistema che la scienza sta costruendo." Esso trae origine dal pensiero primitivo, che crede sinceramente all'esistenza degli spiriti e all'esistenza di forze che superano quelle umane; quindi anche Frazer ha ragione nell'affermare che nello sciamanesimo si manifesta chiaramente la dipendenza dell'uomo dagli spiriti. Fra le forze che partecipano a questa "unione tra uomini e spiriti" le più importanti sono appunto quelle degli spiriti; sono essi infatti a conferire allo sciamano quelle forze soprannaturali che ne determinano i poteri magici. Dunque, lo sciamano non può dirigere e manipolare gli spiriti a proprio piacimento, ma deve attenersi severamente alle procedure e ai metodi da essi decisi; ed è così che si sono formati i riti rigorosi e complicati dello sciamanesimo.
I riti e i metodi dello sciamanesimo non sono dunque creati dallo sciamano a proprio piacimento, ma si sono gradualmente formati a partire dalla conoscenza che l'uomo ha di spiriti e demoni. Nel cosiddetto pensiero primitivo non c'è una divisione chiara fra mondo psicologico e mondo fisico, vi è al contrario la tendenza a fare deduzioni sul mondo esterno partendo dalle proprie emozioni e mentalità; questo fa sì che lo spazio fra il cielo e la terra e tutte le cose dell'universo vengano inserite in una rete fatta di sentimenti ed emozioni umane; a tutti questi elementi vengono attribuiti i sentimenti e la psicologia dell'uomo, ma gli viene anche conferita la capacità di interagire reciprocamente. Anche le forze sovrannaturali create dall'uomo - come spiriti e demoni - vengono coinvolte in questo processo, e ad esse vengono dunque attribuiti sentimenti umani come la compassione, la gioia, il terrore e l'angoscia; proprio come gli uomini, esse hanno predilezioni e tabù. Tali concezioni hanno una parte importante nel processo di formazione dei riti e delle pratiche sciamaniche, ad esempio:
- gli spiriti (shen), come gli uomini, amano cibi abbondanti e squisiti, e spettacoli gioiosi e animati; sono vittime di gravi angosce e sofferenze, amano la pulizia, gli risultano graditi la devozione e il rispetto degli uomini;
- i demoni (gui) sono il simbolo del male, amano le tenebre e temono la luce, hanno diversi tabù: ad esempio non permettono che si conosca il loro nome e temono gli scongiuri;
- spiriti e demoni sottostanno alla distinzione fra "buono" e "malvagio", e sono dunque contrapposti; gli uomini conformemente ai propri desideri confidano nel fatto che le forze degli spiriti siano superiori a quelle dei demoni, e che gli spiriti si dimostrino amichevoli nei loro confronti; i demoni "malvagi" temono gli spiriti "buoni", così possedere l'oggetto simbolo di uno spirito protegge dai demoni, allunga la vita e protegge dalla sventura.
Da queste credenze prendono forma i sacrifici, le feste per gli dei, le esposizioni dei crimini dei demoni, le formule di scongiuro e altri riti e pratiche sciamaniche: per sacrificare agli spiriti e rallegrarli vengono offerti sacrifici e libagioni, si intagliano dischi di giada, si fanno offerte di riso, si recitano poesie e si danza, ci si purifica e si digiuna; per allontanare i demoni malvagi si leggono scongiuri e si sputa, si indossano talismani e si appendono canne di bambù.
III
Le maledizioni per allontanare i demoni e gli spiriti malvagi e rimuovere gli elementi non propizi, e le invocazioni per realizzare desideri concreti sono elementi che il taoismo ha mutuato dall'antico sciamanesimo. (...) Come abbiamo detto, nell'antichità era universalmente diffusa la credenza che i demoni fossero simili agli uomini, che avessero tabù e punti deboli e conoscendoli si potevano prendere in prestito le forze degli spiriti e assoggettare le forze maligne. Uno di questi punti deboli era appunto il timore degli incantesimi e delle maledizioni, ed ecco perché nelle culture primitive gli incantesimi sciamanici sono universalmente diffusi: ad esempio presso i maori della Nuova Zelanda, gli indiani d'America e gli eschimesi della Siberia è sempre presente uno sciamano abile nella recitazione degli incantesimi; e anche nell'antica Cina era diffusa la credenza negli incantesimi e nelle maledizioni. Nella poesia "Ondeggiare" contenuta nella sezione "Daya" dello "Shijing" appare il carattere "zhu" che sta ad indicare le maledizioni, e lo "Zuozhuan" riferisce che "lo stato di Song è insignificante, ma possiede zu e zhu", e con ciò si intende che nello stato di Song vi erano sacerdoti (wuguan) specializzati nella recitazione di maledizioni e incantesimi. Probabilmente questo tipo di sciamanesimo interveniva particolarmente nella cura delle malattie; Su Jian nello "Yijing bianqi" (Trattato sulla rimozione dell'essenza e sulla trasformazione del soffio) dice:
"La cura di Yu Wengu non è altro che rimuovere l'essenza e mutare il soffio, e lo si può fare con incantesimi" (Yu Wengu zhi zhibing, wei qi yijing bianqi, ke zhu you eryi). Il commento dice: "You significa 'da' e indica che gli incantesimi mettono in comunicazione con gli spiriti, e la malattia può venire curata senza ricorrere a metodi esterni", così questo tipo di incantesimi viene anche detto "formule di tipo you"1; si riteneva inoltre che il migliore nelle arti mediche sciamaniche fosse Wu Yue, così questi incantesimi vengono anche detti "Metodi di Yue"2. Ge Hong, nel quinto capitolo della sezione interna del "Baopuzi", "Il principio perfetto" (Zhi li), riferisce in particolar modo che "Wu Yue possiede le tecniche delle proibizioni e delle maledizioni". Nei diari di Yun Meng e Qin Jian , in alcuni testi huang di Mawangdui come "Wushier bingfang" e "Huangdi neijing" e nello "Hainan wanhua shu" si trovano annotazioni sulle formule d'incantesimo (zhouyu), ad esempio: "Ahimè! Quanto a Bo Qi (che si ciba particolarmente degli spiriti degli incubi), chiunque sia vittima di un incubo gli si può rivolgere. Egli beve e mangia voracemente, e concede a chiunque grande prosperità: non denaro ma abiti, non seta ma cotone"3.
Questa è la formula d'incantesimo che si recita dopo aver fatto un incubo, così chi ha avuto l'incubo può volgere la sventura in fortuna; ma ecco un altro esempio: "Gli spiriti del cielo portano in basso la malattia, la sciamana (shen nu) si affida alla sequenza delle parole degli spiriti: non lasciate che l'ernia non abbia più spazio! Altrimenti sarà come l'ascia che spacca." Questa è una formula d'incantesimo recitata da uno sciamano di Wuchu durante un rito detto "Antico"; tratta di un uomo che soffre d'ernia. Lo sciamano si rivolge agli spiriti del cielo con una formula che significa: "io, l'ernia, crescerò fino a non avere più spazio, fammi guarire immediatamente o ti taglierò la testa con una grande ascia". Ancora un altro esempio: "Il topo è sfortunato, chi lo incontra riceve la sua sfortuna." Questa formula tratta degli inconvenienti notturni causati dai topi; si dice che quando i topi fanno rumore la notte si possa, coi capelli in disordine e rivolti verso nord, recitare questa formula d'incantesimo che è particolarmente efficace. Anche nell'antico e solenne rito "Grande esorcismo" per scacciare le pestilenze vi è una formula di questo tipo: "...che i dodici spiriti inseguano il demone, che si occupino del suo corpo, che gli taglino il tronco, che dividano la sua carne, che strappino i suoi polmoni e i suoi intestini; se non scappa velocemente diverrà il loro cibo." I metodi magici del taoismo nascono e si sviluppano proprio da questo tipo di arti sciamaniche, quindi anche i metodi fondamentali sono gli stessi. Il 50° capitolo del "Taipingjing", il "75° testo sugli incantesimi degli spiriti", dice: "Nel cielo spesso il sacro vuole parlare, e trasmette (il suo sapere) agli uomini attraverso parole; quindi fa che i funzionari divini trasmettano il soffio e si mantengano in contatto con gli uomini. Ciò che il popolo riceve è detto 'incantesimo degli spiriti' (shen zhu)". Si dice anche che queste formule venissero date segretamente agli uomini dagli spiriti; in esse è contenuta la forza dei funzionari celesti, e costituiscono una sorta di codice segreto dato all'uomo per comunicare con gli spiriti. Il compilatore del "Taipingjing", per timore che non si prestasse fede alla veridicità del testo, riferisce costantemente metodi per verificarne l'efficacia: "per ottenere questo si deve recitare (un incantesimo); bisogna mettersi direttamente di fronte al malato e recitare parola per parola la formula, e ogni parola recitata segretamente ha il potere di guarire; e questo è un fatto vero."
Che gli incantesimi possano guarire gli ammalati è ovviamente una menzogna, ma a quel tempo tali menzogne si ritenevano vere; con sincera buona fede si credeva nei poteri senza limiti degli incantesimi, e si riteneva che le forze del male che danneggiano l'uomo avessero punti deboli e tabù; secondo tale credenza una volta ottenuta l'iniziazione degli spiriti e la conoscenza di tali punti deboli si può combattere il male con le sue stesse armi, così demoni e spiriti malvagi si ritirano spaventati, come il serpente davanti al realgar e la scimmia davanti al serpente. Questo tipo di concezione ha contribuito alla formazione del substrato psicologico delle arti magiche, e ha inoltre stimolato lo sviluppo delle tecniche magiche taoiste. In questo ambito del taoismo vi sono numerosi tipi di formule d'incantesimo, il cui uso è molto vasto e la forma oscura. Ecco un incantesimo taoista in uso all'epoca delle Dinastie del Nord e del Sud: "Il Cielo e il Dao completano, il Tre e il Cinque trasformano, il Sole e la Luna realizzano.
Si ritirano in luoghi remoti, entrano nell'oscuro; il Soffio trasmette, il Soffio ha poteri soprannaturali, Il Soffio procede e le forze malvagie e i demoni si estinguono. Guardatemi e diverrete ciechi, ascoltatemi e diverrete sordi. Chi tramerà contro di me sarà al contrario vittima della sua stessa malvagità, la fortuna mi accompagna, e la sventura colpirà chi mi vuol male." Questa è una formula di protezione. Fra questo tipo di formule e quelle degli sciamani vi sono delle differenze; le formule sciamaniche hanno in genere uno scopo definito e fanno quindi riferimenti molto chiari, spesso confidano nell'efficacia della protezione data dalle forze degli spiriti, e per queste ragioni sono costitute da frasi molto concise; invece le formule degli incantesimi taoisti hanno una base più teorica: il passo da "il Cielo e il Dao completano" a "il Soffio ha poteri soprannaturali" sembra una sintesi concisa della cosmologia taoista; secondo tale cosmologia il Soffio è l'origine della vita; se io possiedo l'origine delle vita non appena spiriti malvagi e demoni mi gettano un'occhiata diventano ciechi, ed eccoli sordi se mi ascoltano di nascosto; chi progetta di uccidermi viene colpito da disgrazia, la buona sorte infatti mi accompagna e sarà l'altro a venire colpito da calamità! Questo tipo di formule ha nel taoismo un uso estensivo: vengono lette nei rituali dei Digiuni (zhai) e delle Offerte (jiao), nei rituali per liberare le anime dei morti, nell'esecuzione di arti magiche, nella recitazione dei Classici e nei riti di penitenza. Ad esempio, durante il rito per l'eliminazione dei "tre vermi" si posano tre tazze d'acqua su un tavolo, e ad ogni tazza che si beve si recita una frase:"Acqua dei signori Sole e Luna, elimina il verme della mia testa."
"Acqua del Vero Uomo, elimina il verme del mio addome."
"Acqua dei signori Sole e Luna, elimina il verme delle mie gambe."
Si dice che dopo che i "tre vermi" sono stati così eliminati può capitare, durante il sonno notturno, di sognare un uomo che cortesemente rifiuta e se ne va. Se invece si vuole intraprendere un lungo viaggio, bisogna prima gridare ad alta voce il nome dello spirito di guardia quel giorno e poi recitare: "(Nome dello spirito), accompagnami all'andata e al ritorno."
Si dice che questi spiriti viaggino insieme alle persone e siano in grado di eludere tutti i demoni malvagi. Se invece si vogliono placare gli spiriti del suolo e rendere un luogo sicuro, si deve recitare:
"Quiete del Principio Originale, Diecimila Spiriti Universali, Funzionario Divino Yue Du, Spirito della Terra, Dio del Suolo, Dio dell'Agricoltura, non vi spaventate, tornate sulla giusta strada, rendete (questo luogo) puro dentro e fuori... Obbedite velocemente"
(...) Specialmente nell'esecuzione di arti magiche contro la stregoneria e i demoni è necessario mormorare continuamente queste formule, altrimenti l'incantesimo non è efficace, e i demoni non verranno scacciati. Ad esempio, in "Incantesimi degli spiriti per chiamare a servizio il rombo del tuono" (Leiting zhaoyi shenzhou), nella seconda sezione di "Incantesimi degli spiriti delle Tre Grotte Supreme" (Taishang sandong shenzhou) sono riportati "Incantesimi dei trentasei Generali Tuono", "Incantesimi dello spiegamento della bandiera", "Incantesimi della spada diritta", "Incantesimi per aiutare la potenza", "Incantesimi per l'uso della spada", "Incantesimi per realizzare la potenza", "Incantesimi degli spiriti di trasformazione", "Incantesimi per la marcia sul moggio", "Incantesimi per l'assembramento delle truppe", "Incantesimi per ottenere la pioggia", "Incantesimi dei Cinque Tuoni per curare le malattie" e altri; tuttavia col passare del tempo queste formule sono diventate sempre più risibili, come la seguente formula d'incantesimo per far sì che i tuoni scaccino il male contenuta in "Wushang jiuxiao yuqing dafan ziwei xuandu leiting yujing":
"Primo Tuono, Secondo Tuono, Terzo Tuono, Quarto Tuono, Quinto Tuono, hong hong san tan na ou xi wei gan ri li zha, immediatamente il mondo chiama i vostri nomi, veloci veloci, obbedite."
"Primo, Secondo, Terzo, Quarto, Quinto Tuono" indicano divinità del Tuono; nell'antichità ve ne era solamente una. Nello "Shanhai jing-Hainei dongjing" è scritto: "Dal corpo di drago e dalla testa umana, battendosi il ventre fa il tuono", nel "Lisao", contenuto negli Chuci, si parla di un "maestro del tuono", di lui si diceva che si chiamasse "Grande Prosperità" (Feng long); in epoca Han nell'immaginario popolare egli "ha l'aspetto di un uomo forte, ...nella mano sinistra porta un tamburo, nella mano destra tiene una bacchetta, ha l'aspetto di un suonatore" . Fino all'epoca Tang è viva la tradizione delle Cinque Divinità del Tuono: lo "Shenxian ganyu chuan" riferisce come Ye Qianshao, personaggio di epoca Tang, fosse devoto agli spiriti del tuono, e come essi gli dicessero, ringraziandolo per mezzo di un libro: "Seguendo le istruzioni di questo libro si può far venire la pioggia, eliminare le sofferenze, salvare gli altri con azioni meritorie. In quanto a noi cinque fratelli, se si vuole sentire la nostra voce si possono chiamare Primo Tuono e Secondo Tuono in ogni occasione, mentre Quinto Tuono è di natura impetuosa, e lo si può chiamare solo in caso di estrema necessità." Qui il chiamare i cinque spiriti in successione indica la grande potenza del metodo; invece suoni del tipo "hong hong san tan na" sono suoni delle formule del buddhismo esoterico, il quale dà importanza alla "verità della parola, al sigillo posto dallo stringere le mani, al sentire del cuore", che sono i cosiddetti " tre corrispondenti segreti", formule destinate particolarmente alla lettura. Tali formule in realtà sono trascrizioni dal sanscrito e quindi paiono misteriose ed enigmatiche; così anche il taoismo se ne è servito per farne le proprie armi magiche. (...)
IV
Gli incantesimi sono dunque metodi magici che fanno uso di schemi orali fissi che esprimono le forze soprannaturali attraverso "codici segreti"; i talismani e i registri (fu e lu) sono invece dei metodi magici che fanno uso di "caratteri" fissi (o figure), scritti su particolari materiali (come carta, seta, legno, pietra) che esprimono le forze soprannaturali attraverso "simboli" (fuhao).
Nello stato di Chu circolava questa leggenda:
"Nel mare dell'Est sorge la Montagna dei Peschi; sulla sommità vi cresce un grande pesco, che si spiega sinuoso per tremila li... sopra vi sono due spiriti; il primo è un'erba velenosa, il secondo una pianta fitta e lussureggiante. Essi passano in rassegna le malvagità dei demoni superiori: chi uccide gli uomini viene legato con corde di bambù e viene dato in pasto alle tigri." Basandosi su questa leggenda, l'Imperatore Giallo fece costruire porte con rami di pesco per scacciare i demoni e tenere lontano il male. Innalzare barriere di rami di pesco è un simbolo: i rami di pesco simboleggiano i peschi della Montagna, e suggeriscono anche l'idea che sopra ad essi si trovino due spiriti che catturano i demoni. Ciò in origine appartiene soltanto al simbolismo associativo del pensiero dell'uomo: nel pensiero dell'uomo antico vi sono infatti meccanismi che trasformano la realtà. Da qui ha origine un'estensione di significato, e il legno di pesco acquisisce un sovrannaturale potere di esorcismo. Il commento di Xu Shen allo "Huainanzi-Quanyan" dice: " I demoni temono il pesco"; anche la zuppa di corteccia di pesco aveva un uso esorcistico; lo "Jingchu suishi jing" dice: "A Capodanno si beve la zuppa di pesco; il pesco è l'essenza dei Cinque Agenti, è in grado di allontanare gli influssi maligni, tiene lontani i cento demoni"; il frutto del pesco ha anche la capacità di prolungare la vita umana: la leggenda della Xiwang Mu nello "Hanwu neizhuan" e nello "Hanwu gushi" contiene espressioni riguardanti il pesco dell'immortalità che appartengono a una tradizione vecchia di duemila anni. (...) Secondo una leggenda del periodo Han, dopo che Qu Yuan si era suicidato annegandosi nel fiume Guluo, le offerte gettate nel fiume venivano spesso divorate dallo spirito malvagio del drago della pioggia; così, Qu Yuan apparse in sogno a un uomo, e gli disse di avvolgere le offerte in stoffa dipinta nei cinque colori, così gli spiriti maligni ne sarebbero stati spaventati e non avrebbero osato appropriarsene. A noi non importa sapere se il fatto sia avvenuto o meno: all'epoca si credeva sinceramente che la carta o la seta di cinque colori avessero l'effetto di scacciare il male. Il "Fengsu tongyi" riporta che nel periodo Han, nel quinto giorno del quinto mese lunare si usava porre sul braccio fasce di seta colorata che si diceva potessero "tenere lontano i demoni, i soldati e le malattie", e che vennero dunque chiamate "fili di lunga vita", "fili che allontanano i soldati" e "fili che allungano la vita". Per estensione si ritenne che tutti i tessuti formati da lunghi fili di seta avessero il potere di allontanare il male. (...) Il fatto che il legno di pesco (la zuppa, i rami) e la seta fine (filata o tessuta) possano tenere lontano il male e scacciare i demoni è frutto della funzione associativa della mente umana; tuttavia col passare del tempo tale significato originario si perse gradualmente e ne rimase soltanto la forma esteriore, da cui nacquero simboli esorcistici. Questo tipo di simbolismo è comunque anche concreto, ha una natura specifica e diretta, i "caratteri" che derivano dalle forze sovrannaturali - cioè i simboli segreti comunicati dagli spiriti che corrispondono agli incantesimi - si combinano insieme e formano i diffusi "sigillo del pesco", "talismano del pesco" e i "caratteri di seta fine". Il commento di Liu Zhao allo "Xuhanshu-liyizhi" dice: "Sotto la dinastia Han si usava in origine il sigillo del pesco per fermare gli influssi maligni; ai giorni nostri durante la festa del Battello del Drago si fanno talismani colorati". Sul "sigillo del pesco" (talismano del pesco) e sui "talismani colorati" (di seta fine) sono scritti dei caratteri; lo "Xuhanshu-liyizhi" dice: "Con un sigillo di pesco lungo sei cun, con un'area di tre cun e dal testo in cinque colori si proteggono le porte". In cosa consiste questo testo in cinque colori? Il commento di Xu Zhen allo "Huainanzi-Quanyan" dice: "I demoni temono il pesco; ora si usano rami di pesco del diametro di circa uno cun, lunghi sei, sette cun, su cui si fa un'iscrizione per chiedere prosperità e allontanare la sventura". La tavoletta di pesco con la scritta per "chiedere la prosperità e allontanare la sventura" e la seta fine costituiscono la forma più antica di talismani e registri, in quanto sono oggetti simbolici per scacciare il male e allontanare i demoni; essi hanno un testo concreto e possono richiamare gli spiriti abili nel soggiogare i demoni, possono inoltre essere diretti contro ogni tipo di demone specifico. Si riteneva avessero grandi poteri, e che potessero proteggere la sicurezza e la salute delle persone, che fossero insomma come un balsamo che cura tutti i mali. Questo tipo si talismani era in origine retaggio esclusivo degli sciamani, ma in seguito il taoismo si appropriò anche di questo tipo di arte magica a cui unì i diagrammi degli esperti della divinazione e dei talismani, aggiungendovi così più mistero, e ne ampliò notevolmente il campo d'azione. Ad esempio il Dao di Zhang Ling, agli inizi del taoismo organizzato, non era più quello di Laozi e Zhuangzi, ma poneva l'accento su talismani e registri; Zhang Jue curava le malattie con bevande magiche e invocazioni, Gan Ji preparava pozioni per curare le malattie. Nel "Taipingjing" sono registrati per la prima volta circa quattrocento talismani - nel testo vengono definiti "scritti complessi" - divisi in quattro categorie: "Allontanare il male", "I superiori guidati dagli spiriti non incontrano difficoltà", "Il retto comportamento è propizio", "Protezione degli spiriti", che a prima vista appaiono misteriosi, ma ad un attento esame si rivelano essere l'unione di più caratteri.
Considerandoli separatamente, il loro significato è chiaro; ad esempio fra gli "scritti complessi" della sezione "I superiori guidati dagli spiriti non incontrano difficoltà", vi sono i caratteri "controllare la situazione", "distribuire i compiti", "prima che accada", a significare la preghiera che gli dei facciano sì che i superiori controllino le situazioni, distribuiscano i compiti e siano in grado di prevedere gli avvenimenti prima che accadano, non incontrando così difficoltà. Naturalmente queste formule sono ancora grossolane e semplici, tuttavia dopo i Jin orientali, con la maturazione del taoismo, questo tipo di scritti diventarono sempre più elaborati, il loro contenuto sempre più minuzioso e complesso, i tratti sempre più astrusi e difficili, la forma più misteriosa ed enigmatica, i materiali sempre più vari: ve ne sono di pietra, di legno, di seta, di carta. Vennero divisi nelle due categorie di "talismani" e "registri"; i registri portano scritti i "nomi delle potenze del mondo inferiore, delle categorie ufficiali e degli ufficiali minori" degli spiriti del cielo e della terra cui ci si rivolge, e la lista dei termini delle invocazioni1, e possono essere paragonati a "registri di comunicazione amichevole", una volta che lo si possiede gli spiriti del cielo e della terra possono accordarci speciale protezione. (...) I maestri taoisti riferiscono che il possesso di questi registri garantisce la protezione degli spiriti e può mettere gli uomini in comunicazione con essi, ma che tuttavia non può risolvere i problemi in modo radicale: quando si porta un registro è anche necessario avere un talismano. Il talismano è anche il tesoro segreto del maestro taoista e quindi non può essere tracciato da chiunque; il detto "Demoni e spiriti ridono di chi dipinge i talismani senza conoscerne i segreti; chi invece li sa tracciare con perizia li lascia a bocca aperta", ben esprime quest'idea. "Il talismano è unione, è fiducia, unisce il mio spirito con lo spirito dell'altro", ma solamente l'abilità del maestro taoista può realizzare la comunicazione fra uomini e spiriti; questa è l'arma magica del maestro taoista e non può essere rivelata con leggerezza: ecco una delle ragioni per cui i talismani devono essere tracciati in modo bizzarro e strano. Ad esempio, il talismano per eliminare i tre vermi è ancora semplice: nel tracciarlo, si deve per prima cosa scrivere il proprio nome sul "registro della quiete", poi si devono tracciare dei caratteri speciali su un foglio bianco sottile o su un foglio di carta di bambù. I caratteri di questo tipo vennero in seguito chiamati "talismani dei demoni". Fondamentalmente non c'è modo per decifrarli, possiamo solo ipotizzare approssimativamente che abbiano una relazione col carattere "shi" (cadavere) dell'espressione "san shi" (tre cadaveri o vermi); il primo talismano è analogo al carattere "shi", e rappresenta il primo verme, nella parte superiore del secondo talismano vi sono due linee curve che rappresentano il secondo verme, e le tre linee curve nella parte superiore del terzo talismano indicano il terzo verme. Alcuni talismani sono invece ancora più difficili da decifrare, come il talismano in pietra per l'entrata nella montagna contenuto nella sezione "Scalare e attraversare"(dengshi) del "Baopuzi". Di cosa si tratta? Probabilmente al centro vi sono i caratteri "alto" e "montagna", il che sta a indicare forse che si può scalare un'alta montagna senza pericolo. I talismani e i registri successivi sono ancora più bizzarri e misteriosi. Nelle tombe di Turfan, nello Xinjiang, vennero scoperti tempo fa talismani e registri dell'epoca dei Wei del Nord, avvolti in fasce di seta, dati al morto probabilmente perché ne facesse uso nell'aldilà. "In alto c'è uno spirito del Cielo dipinto di vermiglio; nella mano sinistra ha un enorme coltello, nella destra una lancia lunghissima; il talismano del libro vermiglio è di quattro righe, la scrittura è frettolosa, e non la si può comprendere totalmente". Questo è un talismano che si rivolge anche alle immagini degli spiriti del Cielo; fra i manoscritti ritrovati a Dunhuang vi è anche un talismano misterioso ed enigmatico (S2615), tracciato in modo tortuoso e per noi inspiegabile.
Nello "Hetu bahai sanhe yaojue baoming lu" contenuto nel "Taishang zhengyi hetu baoming lupin dishi" nella quarta sezione del "Zhengyi mengwei milu" prima si presenta una lista dei nomi ufficiali, delle funzioni e dei poteri degli spiriti invocati, e al di sotto troviamo una sfilza di registri: "Generale, difendi il mio corpo, allungami la vita e appiana le difficoltà, attraversa _ _ _ , spirito del drago proteggi e dai il benvenuto, placa il vento, rendi quieto il riposo, obbedisci". Segue un lungo elenco di immagini estremamente complicate, e infine si trova ancora una lunga lista di nomi di spiriti. Vi sono regole precise su chi porta un talismano, sul tipo stesso di talismano e quando si porta o si richiede un talismano vi è una lunga serie di complicate cerimonie... Vi è inoltre un'enorme varietà di talismani e registri, dotati di vasti poteri tali da abbagliare gli uomini; secondo quanto riporta lo "Huanting dunjia yuanshen jing", se si deve avere a che fare con i demoni maligni serve il talismano liujialiuyi; contro il fuoco serve il talismano liurenliugui; contro l'acqua il talismano liuwuliuyi; se si deve ricorrere alla giustizia il talismano liugengliuxin. Questi talismani vanno bruciati o inghiottiti, bevuti in forma di cenere sciolta nell'acqua o seppelliti davanti alle porte e sotto alle finestre, nascosti in petto o appesi alle pareti; ognuno ha il proprio uso e il proprio potere, ma più si guardano e più appaiono oscuri. Tuttavia, anche se i talismani e i registri in questa fase del taoismo sono particolarmente complessi, appare chiara la loro relazione con i sigilli del pesco, i talismani del pesco e la seta in cinque colori in usa nell'antichità; ad esempio per realizzare il succitato "talismano per entrare nella montagna" si deve fare uso di un "testo rosso su una tavoletta di pesco", il "talismano per l'eliminazione dei tre vermi" deve essere intagliato da una tavoletta di pesco, e nelle antiche tombe ritrovate nello Xinjiang sono state scoperte alcune "tavolette dell'uomo pesco", anch'esse intagliate nel legno di pesco, che portano scritto: "l'uomo pesco protegga Zhang Longlei (il nome del morto) che sta nella tomba, (...) insieme agli antenati porti ricchezza alle generazioni successive; non esitare, obbedisci in nome della legge". Questa è una forma di transizione dai sigilli e talismani di pesco verso i successivi talismani e registri. Quanto ai talismani e registri posteriori, a prescindere dalla loro evoluzione, come i rami di pesco, gli spiriti delle porte, le corde di paglia e la seta di cinque colori, costituiscono l'evoluzione degli oggetti simbolici dal potere esorcistico, e ugualmente dipendono dai meccanismi del potere immaginifico della mente umana, che producono modelli di natura simbolica. Gli oggetti simbolici senza l'influenza esterna di fattori psicologici sarebbero privati del loro potere esorcistico.
V
Voglio menzionare infine alcuni strumenti magici per scacciare i demoni e allontanare il male simili a talismani e registri, come i sigilli, gli specchi e le spade. I loro poteri misteriosi scaturiscono da quel meccanismo psicologico che dà vita agli oggetti simbolici che utilizzano i poteri degli spiriti per combattere i demoni e il male; tale meccanismo attribuisce a questi oggetti funzioni magiche a partire dalle funzioni concrete che essi possiedono; in tal modo la loro forza soprannaturale acquista credibilità. I sigilli sono simili ai talismani e ai registri, e traggono la loro origine dai talismani e dai sigilli di pesco. Ve ne sono alcuni che assomigliano ai talismani e ai registri e sono considerati una sorta di "simbolo" dei decreti divini.
I sigilli imperiali nell'antica Cina sono simboli di potere: l'imperatore Giallo aveva un sigillo di giada usato come garanzia di autenticità degli ordini emanati; gli ufficiali avevano grandi sigilli per garantire la propria autorità; persino gli anziani di estrazione comune possedevano un sigillo personale da usare nelle relazioni sociali. Una volta perso il sigillo imperiale si era perso anche il potere. Allo stesso modo vi erano anche i "sigilli degli spiriti", che ricalcavano la forma dei sigilli dei funzionari governativi; essi portavano inciso il nome di ogni sorta di spiriti o i nomi dei distretti governativi degli spiriti, impiegati come garanzia della capacità di scacciare i demoni e allontanare il male. Se ad esempio un sigillo porta la scritta "ordine imperiale del Supremo Signore Laozi", esso assume per gli uomini il potere del Supremo Signore Laozi; se porta la scritta "Sigillo della corte del Polo Settentrionale per scacciare il male" allora sembrerà contenere un potere aggressivo particolarmente atto a scacciare i demoni e ad allontanare il male. Così si concepivano i sigilli come uno strumento per attirare gli spiriti e placare i demoni, ed essi venivano considerati tesori, decreti emanati dal più alto degli spiriti. Il sigillo di giada è uno dei tesori della setta taoista dell'Uno Ortodosso, e anche la setta della Pura Luce era particolarmente dedita all'uso dei sigilli. Nella tredicesima sezione del "Chuxue ji" si cita il "Luyi ji" che tramanda la seguente storia, che racconta come Huiji Heyu rinato dopo la morte dicesse: "Un funzionario (li, un ufficiale minore del cielo degli spettri) andò in una prefettura celeste; l'abitazione del prefetto era molto austera. Yu venne introdotto in una stanza angusta: in mezzo alla stanza c'era uno scaffale e al di sopra di esso un sigillo e una spada; a Yu venne ordinato di prenderli. Yu era basso di statura e non arrivava all'ultimo ripiano, ma riuscì a prendere la spada. Il funzionario gli chiese: 'Che cosa sei riuscito a prendere?'. Yu rispose: 'La spada'. Il funzionario disse: 'Che peccato tu non sia riuscito a prendere il sigillo! Esso è in grado di comandare i cento spiriti. Tu sei arrivato a prendere la spada ed essa dispone soltanto del dio della terra'". E' evidente che il potere del sigillo è vastissimo. Nel "Taishang beiji fumo shenzhou shaguilu" vengono menzionati due sigilli, uno è detto "sigillo del Polo Settentrionale che uccide i demoni" e può curare tutte le malattie; l'altro è detto "sigillo del Polo Settentrionale di Fengdu che convoca demoni e spiriti" e può dominare il male e curare le malattie fisiche e i disturbi nervosi; inoltre nel "Lingbao jingming jioulaoshenyin fumo mifa" si dice che i poteri dei sigilli sono miracolosi, "per scacciare i demoni malvagi si applichi il sigillo su un foglio e lo si appenda; il luogo diverrà tranquillo; se si ha un arto spezzato si applichi il sigillo sulla parte che duole; in caso di malaria si applichi il sigillo sul cuore; ...se si hanno incubi si indossi il sigillo o lo si ingoi; se dolgono gli occhi li si lavi con acqua in cui è stato immerso il sigillo...". Che i sigilli possano veramente sostituire i medicinali e scacciare i demoni lascia veramente senza parole!
Anche i poteri misteriosi dello specchio derivano da due tradizioni della Cina antica. La prima di esse sostiene che lo specchio sia il simbolo della volontà del Cielo e nel periodo Han i chenwei insistevano spesso su questo punto. Ad esempio nello "Shangshu-diming yan" è riportata l'espressione "Il tiranno Jie perse il suo specchio di giada e fu sbranato dalla tigre" mentre nello "Shangshu-kaoling yao" è scritto "I Qin persero lo specchio d'oro, e i loro tesori finirono in pasto ai pesci": entrambe significano che la perdita dello specchio porta alla perdita del regno. E quando lo si ottiene? La famiglia Liu ottenne l'impero e fondò la dinastia Han. Vi è poi un'altra tradizione originata dai poteri divinatori dello specchio; secondo tale tradizione lo specchio "è l'essenza dell'oro e dell'acqua, all'interno è luminoso e al di fuori è oscuro", quindi tutti i demoni malvagi che nuocciono agli uomini non possono nascondersi sulla sua superficie. Ge Hong nella sezione "Scalare e attraversare" del suo "Baopuzi" dice che gli spiriti maligni possono assumere forma umana per nascondersi, tuttavia "con uno specchio si scopre facilmente la loro vera forma"; così chi si addentra sulle montagne può legarsi un grosso specchio sulla schiena, "affinché i demoni non osino avvicinarsi". Lo specchio è dato dalla volontà del Cielo e possiede poteri magici, e di conseguenza gli uomini confidano nella sua natura "divina", lo chiamano specchio divino o specchio che riflette i demoni e lo impiegano per allontanare il male; sono state inoltre immaginate diverse leggende per spiegarne l'efficacia. Il taoismo ne fece uno dei suoi numerosi tesori; venivano appesi specchi durante la fabbricazione delle pillole dell'immortalità e durante l'esecuzione di riti magici; inoltre per spiegarne l'uso vennero scritti il "Taijing mingjian yaojing" e il "Dongxuan lingbao daoshi mingjing fa". Allo stesso modo la spada è duplice simbolo del decreto divino e del potere. Si dice che Liu Bang degli Han dopo aver decapitato un serpente con una spada magica insorse e conquistò il regno. Questa spada magica gli era stata data per volere del Cielo, ma al tempo dell'imperatore Hui dei Jin occidentali la spada si tramutò in drago e volò via; fu impossibile ritrovarla, così il regno precipitò in grandi disordini e il sovrano ne perse il controllo. Di Liu Yao, che stava per raggiungere il potere in questo periodo, si dice quando viveva appartato ricevette da un ragazzo una spada magica sul cui retro era scritto:
"Spada degli spiriti che respinge tutte le forze del male"
Dopodiché egli ovviamente divenne imperatore. A causa dei ritrovamenti e delle sparizioni della spada magica e dei conseguenti ottenimento e perdita del regno, agli occhi della gente essa non solo acquisì il potere di controllare i demoni e gli spiriti come estensione della sua funzione di uccidere, ma a questo suo potere misterioso si aggiunse anche la volontà del Cielo. Così divenne naturale che potesse essere usata per eliminare il male. Quando Ge Hong nel "Baopuzi" parla del "modo per evitare i draghi dei fiumi quando si attraversano fiumi e mari" riferisce che se si porta una spada allora "i draghi, i pesci giganti e gli spiriti dell'acqua non oseranno avvicinarsi". Anche nel "Daoyi" in riferimento ai metodi per "proteggersi dal male" è scritto che è necessario portare la spada talismanica celeste. Quindi nelle generazioni successive numerosi maestri taoisti furono abili nel forgiare le spade e maneggiarle (come Tao Hongjing); i maestri della setta dell'Uno Ortodosso consideravano la spada uno dei due grandi tesori taoisti. I taoisti che truffavano denaro al popolo spesso spacciavano spade di legno per strumenti magici, facendo trucchi da ciarlatani. Persino nei romanzi si trovano parecchie storie di maestri taoisti che facevano sortilegi brandendo una spada: gli bastava recitare alcune parole, puntare al cielo la spada Longquan o l'antica spada Songwen, gridare "ji!" (malattia) per oscurare il sole, far soffiare un vento impetuoso, far scoppiare temporali torrenziali, far volare sabbia e pietre. |
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